Crescendo ho imparato a coltivare la bellezza e a darle amore non smettendo mai di ricercarla anche nelle piccole cose. Chi sa osservare comprende che il bello è dovunque, anche dove non l’avremmo mai cercato, come nella mia città, dove la bellezza si nasconde anche negli angoli più remoti come stradine sperdute e luoghi inesplorati. Foggia è un piccolo inferno, dove però si celano spiragli di paradiso. Una delle bellezze che mi affascina di più è il centro storico, prezioso per gli edifici antichi e magici, ricchi di storia e peculiarità come il Teatro Umberto Giordano che, maestoso e imponente, mostra la magnificenza sia del celebre compositore che della Foggia dei tempi antichi. La Cattedrale e la Cripta settecentesca, visitabili tramite guide esperte, sono traboccanti di raffinatezza e arte, mentre per fare un salto temporale basta recarsi al Museo Civico e del Territorio, che ripercorrono la storia dei nostri antenati ovvero i Dauni e narrano delle nostre tradizioni millenarie. Il centro e il corso della nostra città sono sempre colmi di calore e fascino, infatti nella Villa comunale si evince che la bellezza consiste nel captare la magia delle piccole cose: nel periodo primaverile, tramite una semplice passeggiata, possiamo proiettarci in un mondo incantevole, dove sbocciano fiori rosei e la natura rinasce. In provincia possiamo ammirare i paesaggi garganici dove la flora e la fauna sono ricche di specie uniche come volpi, tassi e ricci e biancospini, timo e faggi. Dopo alcune escursioni, si resta stregati dal fascino di questi territori, che meritano di essere apprezzati poiché unici, mozzafiato, ma anche ammaliati dal racconto sulle origini del nostro territorio e dei suoi abitanti. Vorrei che almeno a febbraio, il mese dell’amore, fossimo capaci di focalizzarci su ciò che è vivo, puro e sublime e vorrei che questi angoli incantati prendessero il sopravvento dove c’è l’oscurità e rendessero questa città speciale: un buon inizio per intravedere uno spiraglio di luce nel buio.
ELETTRA AGOZZINO